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    November 29

    Il Santo Graal

    Quattro, sette, dodici cavalieri partirono diretti verso i più lontani sistemi solari.

    Quattro, sette, dodici astronavi solcarono il cielo puntando la prua verso lo spazio infinito e profondo.

    La Cerca si estese fin oltre l’immenso Cosmo dei sette cieli, fin oltre le stelle più lontane e sconosciute.

    Si videro agire le oscure potenze della notte, le forze arcane e misteriose del Drago primordiale.

    Vi furono memorabili duelli e scontri spaventosi.

    Poi tutto ebbe a finire.

     

    Ritornò in patria un solo cavaliere. Tornò un’astronave sola.

    Vi erano là dodici dei suoi fratelli, tutti raccolti attorno ad una mensa di legno e sassi. Sopra la mensa stavano un calice di vino ed un pane spezzato.

    Col vino del calice e col pane spezzato il cercatore poté  ristorarsi e non ebbe mai più né sete né fame.

     

     

     

    September 02

    il segreto della fortezza


    Che altro è mai questa Fortezza se non la mia stessa vita? Il baluardo e la prigione, al medesimo tempo, d’ogni mia cosa, la mia sicurezza e la mia solitudine, la mia sola speranza di conservazione in questo mondo.

    Rinchiuso in essa io conduco la mia esistenza, osservando con pazienza le valli e le cime, osservando ogni accadere con occhio attento di sentinella; osservando con costanza l’immenso inquietante futuro: l’immenso Deserto che mi si para davanti.

    È, quel Deserto, lo sterminato orizzonte dei giorni, dei giorni a venire, di dove, ad un’alba che non posso sapere, verrà la mia fine.

    Già più d’una volta i cavalli dei Tartari, del mio nemico, si sono fatti vedere, sintomi loro della mia morte futura, della sconfitta, che non sarà una sconfitta.

    Anni fa. Ero pronto alla lotta e smanioso anni fa, ero forte, curioso, vorace. Il nemico lo cercavo ben oltre le mura del Forte. In continue spericolate sortite. E il Forte aveva le mura ben salde, le truppe più fresche e mille sentinelle lo vegliavano agli spalti. Anni fa.

    Ma, a mano a mano che la pista del Tartaro s’è avvicinata ai miei occhi, a mano a mano che la pugna si è fatta più vicina, io mi sono accorto che le mura del mio rifugio si sono infiacchite, che gli organici della Fortezza si sono via via assottigliati, e che il mio corpo, il mio stesso corpo col crescere dei gradi sulla divisa, si è fatto più stanco e malato.

    Ora osservo il nemico a poche miglia dalle mie mura venire sicuro, col passo lento e inesorabile di sempre, avanzare. Osservo la partenza dei miei migliori soldati per altri fronti…

    Proprio ora che i Tartari stanno arrivando. Ma non sarò sconfitto.